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Cosa visitare a Muro lucano

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CASTELLO

BELVEDERE TORRIONE

CATTEDRALE

PIAZZA MONS. CAPONE- CIMITERIO DI SAN GIUSEPPE - EPISCOPIO – SEMINARIO

MUSEO ARCHEOLOGICO

BORGO PIANELLO

SENTIERO DELLE RIPE E DEI MULINI

OPERE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

ROVINE DEL QUARTIERE SAN NICOLA

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI CAPODIGIANO

CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO

PIAZZA DON MINZONI E CHIESA DI SANT' ANDREA APOSTOLO

PIAZZA SAN MARCO E PALAZZO DELLA SOCIETA’ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO

I LUOGHI DI SAN GERARDO MAIELLA

Ancora 1

CASTELLO
Il primo sguardo del visitatore è sicuramente catturato dal castello che occupa il vertice della collina
murese in posizione di predominio sulle case sottostanti, costruite a gradoni sulla roccia.
Di origine medievale, il castello è caratterizzato da una originale struttura architettonica, risultato di
continue aggiunte e modifiche nel corso dei secoli a causa di numerosi terremoti, ad opera delle
dominazioni che si sono succedute (Longobardi, Normanni, Angioini, Aragonesi), dei feudatari e
delle famiglie che lo hanno abitato (i Ferrillo, gli Orsini di Gravina, i Lordi e i Martuscelli).
Nel 1382 nella fortezza si è consumato un celebre ma misterioso delitto: dopo alcuni mesi di
prigionia, fu assassinata Giovanna I d’Angiò, donna emancipata, colta e saggia, per 40 anni regina
del Regno di Napoli. La sua intrigante vicenda storica e personale, caratterizzata da avventure
amorose, congiure, intrighi, lotte di potere, grandi sofferenze, affascina ancora chiunque ne ascolta
la narrazione.

Ancora 2

BELVEDERE TORRIONE
Il “Torrione” attualmente è un piazzale panoramico, posto in cima a uno sperone roccioso, dal quale
si ammirano: il centro abitato di Muro Lucano disposto ad anfiteatro, il canyon delle Ripe, la
frazione Capodigiano, e infine il castello che gli sta accanto, raggiungibile tramite una scalinata.
Nel piazzale si innalza un monumento in pietra bianca dedicato al patrono San Gerardo Maiella, che
volge lo sguardo verso il paese a simboleggiare la sua protezione verso i suoi concittadini.

Ancora 3

CATTEDRALE
La Cattedrale, dedicata alla Madonna Assunta, insieme al castello costituisce “l’acropoli” della
città. Costruita nel secolo XI, è stata ampliata e resa maestosa nei secoli XVIII e XIX.
E’ stata riaperta al culto di recente (2017), dopo un restauro durato quasi quaranta anni, in seguito
agli ingenti danni causati dal sisma del 1980 che ha distrutto completamente le volte affrescate ma
ha riportato alla luce interessanti ambienti sotterranei, tra cui una cripta con putridarium o scolatoi.
Presenta numerose opere di pregio artistico: tele, affreschi, statue, argenteria, marmi, opere in legno.
Tra le principali: la tavola fiamminga di Cornelis Smet (1590), ovvero la “Madonna del Rosario”
nota come Quadro della Regina Giovanna; “La Sacra Famiglia” di G. Bresciano (Manierismo
lucano); “Madonne con Santi in adorazione” di A. Palmieri (sei tele del 1728); gli Ori di Valadier
(servizio da mensa in argento dorato, in stile neoclassico); il presepe di scuola napoletana (Natività
e Deposizione di Cristo); il trono barocco del 1631 con il baldacchino donato dal papa Benedetto
XIII nel 1728, entrambi in legno e finemente intarsiati con motivi naturalistici e religiosi (fogliame,
tralci, fiori, orsi, angeli, santi, la scena dell’Assunzione).

Ancora 4

PIAZZA MONS. CAPONE- CIMITERIO DI SAN GIUSEPPE - EPISCOPIO – SEMINARIO
In Piazza Mons. Capone, collocata nella parte alta della città, si affacciano: la zona normanna del
castello che fa da sfondo al monumento in bronzo del 1905 dedicato a San Gerardo Maiella, la
Cattedrale e il Cimiterio di San Giuseppe, una chiesa in pietra costruita a strapiombo sulle Ripe.
Nel corso del XIX secolo, il Cimiterio era un luogo destinato alla sepoltura dei morti che venivano
tumulati in modo insolito e alquanto macabro.
Comunicante alla Cattedrale, l’episcopio con vestibolo affrescato, è stato la residenza dei vescovi
della diocesi di Muro per nove secoli.
Tramite un arco, il palazzo vescovile si congiunge al Seminario (1565), uno dei più antichi di Italia,
grazie al quale Muro è diventato in passato un importante centro di diffusione culturale, tanto che
nel 1700 la città fu soprannominata “Atene della Basilicata”.

Ancora 5

MUSEO ARCHEOLOGICO
Allestito nei locali dell’ex Seminario, si estende su tre piani di esposizione.
Si tratta di reperti rinvenuti nel territorio della Basilicata nord-occidentale, collocabili tra il VII-VI
secolo a.C., fino ai primi secoli dopo Cristo.
Si possono ammirare corredi e monumenti funerari, ceramiche da mensa, oggetti votivi di santuari
pagani, oggetti rinvenuti nelle villae romane, mosaici e tanto altro ancora.
Alcuni reperti provengono da Numistrum, città fortificata dei Lucani, sita presso Raia San Basilio,
in territorio murese ma distante alcuni chilometri dal centro abitato.
Come testimoniato da Tito Livio e da altri scrittori latini, nel 210 A.C., durante la seconda guerra
punica, presso Numistrum fu combattuta una battaglia tra il celebre condottiero cartaginese
Annibale e il console romano Claudio Marcello.

Ancora 6

BORGO PIANELLO
Il Pianello è il primo nucleo insediativo del paese sviluppatosi per scopi difensivi intorno al X
secolo, protetto dalle Ripe e dall’alto da una torre longobarda che ha dato origine al castello.
Il borgo conserva la sua impronta medievale: è composto da tanti vicoli e da scalinate che si
incrociano, da una piazzetta di pochissimi metri quadri, da casette pittoresche di piccole dimensioni
aggrappate alla roccia, in cui fino agli anni ‘50-‘60 del XX secolo vivevano famiglie numerose con
animali domestici all’interno, in condizioni di estrema miseria.

Ancora 7

SENTIERO DELLE RIPE E DEI MULINI
Le Ripe sono rocce calcaree che creano un paesaggio spettacolare caratterizzato da gole profonde,
altezze da capogiro e vegetazione; un luogo in cui contemporaneamente si provano sensazioni di
meraviglia e di terrore.
In questo singolare paesaggio ricco di biodiversità (tra queste la cicogna nera, che da qualche anno
ha nidificato tra le Ripe), è percorribile un antico sentiero, ricavato direttamente sul banco roccioso
in epoca normanna. Lungo il percorso sono visibili i ruderi di mulini ad acqua a ruota orizzontale,
una fontana, la cosiddetta grotta delle streghe e un ponte in stile romanico del XII secolo che
attraversa il torrente Rescio, sormontato a oltre 100 metri di altezza da un moderno ponte ad arco
parabolico risalente agli inizi del ‘900.
Il Sentiero delle Ripe con gli opifici medievali e i due ponti è un luogo ameno, incontaminato e
panoramico, in cui storia e abilità tecnica si fondono con la natura creando uno spettacolo unico e
irripetibile.

 

 


OPERE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
Il ponte del Pianello del 1918, in cemento armato e ad arco parabolico, sospeso sul canyon delle
Ripe a 105 metri di altezza dal torrente Rescio, permetteva un moderno collegamento tra Muro e la
frazione Capodigiano. Entro il primo ventennio del ‘900, nel nostro territorio furono impiantate,
grazie all’intervento dell’onorevole Francesco Saverio Nitti, delle opere di archeologia industriale -
oggi dismesse- all’avanguardia per l’epoca di progettazione e realizzazione, le prime del genere in
tutta l’Italia centromeridionale: la diga, il lago artificiale e la centrale idroelettrica.

 

 


ROVINE DEL QUARTIERE SAN NICOLA
Il quartiere di San Nicola, costruito in cima a una rupe, si sviluppò nel Medioevo intorno alla chiesa
dedicata al medesimo Santo, la più antica del paese.
Collocato nelle immediate vicinanze del borgo Pianello, è stato distrutto dal terremoto del 1980.
Di recente è stata messa in atto una strategia di recupero, rendendo il luogo fruibile ai visitatori, che
possono passeggiare tra le sue rovine e ammirare il panorama circostante.
E’ da considerarsi dunque un “sito archeologico moderno”, in cui si incontrano scalinate, ambienti
che sono diventati terrazze panoramiche a cielo aperto, grotte, ma anche frammenti di pavimenti,

numeri civici, porte, vasche, caminetti, mobili ricavati nelle pareti rocciose...
Se si osserva dall’alto, ha l’aspetto di un labirinto di pietra o di una fortezza.
E’ stato ribattezzato “Belvedere di San Nicola” in quanto offre una veduta spettacolare sull’acropoli
della città, sulle casette del borgo e sul Ponte del Pianello, sull’intero abitato di Muro Lucano, sulle
valli e sulle verdi montagne di questa zona della Basilicata Nord-Occidentale.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DI CAPODIGIANO
Il Santuario è situato nella frazione Capodigiano, nel luogo in cui secondo la tradizione sorgeva un
tempio pagano in cui si venerava il dio Giano.
La chiesa è stata costruita nel 1200 in stile romanico da Mastro Sarolo da Muro, celebre architetto e
costruttore che ha realizzato numerosi edifici di culto in Basilicata.
All’interno: frammenti di affreschi medievali tra i quali un Angelo, un Santo vescovo, e una
Madonna in trono tra due Santi non identificabili; una statua quattrocentesca della Madonna delle
Grazie collocata sull’altare maggiore; una tela raffigurante il miracolo del bianco panino donato da
Gesù Bambino al piccolo Gerardo Maiella.
Tre leoni in pietra e un’ara funeraria, databili all’età imperiale romana, abbelliscono i due ingressi,
dotati di portoni istoriati in bronzo.

 

 


CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO
La chiesa, a tre navate, nasce dall’unificazione di tre cappelle seicentesche adiacenti ma in origine
indipendenti l’una dall’altra, ognuna con il proprio altare e il proprio ingresso.
E’ caratterizzata da originali pitture a tempera del ‘700 a tema religioso, naturalistico, architettonico
e da un imponente altare in marmo policromo nel quale si colloca la statua lignea della Vergine.
Sulla volta la rappresentazione barocca della Madonna del Soccorso che protegge un fanciullo e
scaccia il maligno con un bastone, incorniciata da elementi decorativi quali capitelli, archi,
balaustre, teste angeliche, architetture in prospettiva… Sul catino absidale l’immagine di Dio Padre
benedicente, circondato da schiere di angeli con rose o con strumenti musicali. La cantoria lignea è
decorata con paesaggi e scene di vita campestre, uccelli, fiori, stemmi, la rosa dei venti e i punti
cardinali. Dalla sacrestia si accede a una piccola pinacoteca con soffitto in legno, in cui sono
esposte opere contemporanee di arte sacra.
In un giardinetto accanto all’incantevole luogo di culto, una cappella votiva custodisce un pregiato
Crocifisso ligneo del XIII secolo, che raffigura il Christus Patiens (= Cristo sofferente).

 

 


PIAZZA DON MINZONI E CHIESA DI SANT’ANDREA APOSTOLO
Attualmente Piazza Don Minzoni è la piazza principale del paese, il centro della vita sociale.
E’ chiamata comunemente “Piazza dei Monaci” per la presenza dell’ex convento dei Frati Minori
con annesso chiostro in cui si conservano alcune colonnine con capitelli corinzi del ‘400.
Accanto al complesso monastico sorge la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, costruita nel 1420.
Attualmente da considerarsi la parrocchia più importante del paese, a livello strutturale non presenta
più le caratteristiche tipiche delle chiese francescane, in quanto è stata ricostruita dopo il disastroso
terremoto del 1694; infatti al suo interno possiamo ammirare altari in marmo, stucchi, un soffitto in
legno a cassettoni, vetrate…
In fondo alla piazza si erge il monumento in bronzo ai caduti in guerra che rappresenta una donna,
allegoria della Patria, che assiste e conforta un soldato morente.

 

 


PIAZZA SAN MARCO (O PIAZZA UMBERTO I)
E PALAZZO DELLA SOCIETA’ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO

Piazza San Marco un tempo, dal XVI secolo, era la piazza principale di Muro; oltre alla chiesa di
San Marco Evangelista, ospitava un palazzo sede dell’universitas, una taverna, la pietra del pesce.
Su questa piazza, ribattezzata Umberto I, si affaccia anche lo storico Palazzo della Società Operaia

di Mutuo Soccorso, un’associazione laica e filantropica fondata nel 1877 che in passato ha ricoperto
un ruolo fondamentale per il paese, soprattutto a livello economico e sociale.
Interessante il Salone delle Feste, affrescato in stile Liberty con figure femminili allegoriche, che
custodisce importanti cimeli storici di vario genere dell’800 e della prima metà del ‘900.

 

 


I LUOGHI DI SAN GERARDO MAIELLA
Sulle tracce del Santo Patrono di Muro Lucano e di tutta la regione Basilicata, è possibile
intraprendere un itinerario devozionale in cui il pellegrino ripercorre i luoghi della giovinezza di
Gerardo Maiella (1726-1755).
Al Rione Pianello, a pochi passi dalla chiesa cinquecentesca della Madonna della Neve, sorge la
casa natale di San Gerardo.
La casa-museo è un luogo di fede, ma in chiave laica è una tipica casa contadina dell’epoca, la
quale si articola in due vani arredati con oggetti e semplici arredi del passato.
Visitabile inoltre la Sartoria di mastro Martino Pannuto, bottega presso cui Gerardo da ragazzo andò
ad apprendere la professione di sarto.
Legate alla storia del Santo anche le chiese in cui ha ricevuto i sacramenti o in cui si recava per
pregare e adorare Gesù e la Madre Celeste; i luoghi di culto in cui si sono verificati prodigi, o che
attualmente ospitano affreschi, tele, bassorilievi e statue del Santo, speciale protettore delle mamme
e dei bambini.
Si possono annoverare come “luoghi gerardini” la Cattedrale e le chiese della Madonna delle Grazie
di Capodigiano, della Madonna della Neve, della SS. Trinità, di San Marco, di Santa Maria del
Soccorso, della Madonna del Carmine, il Convento dei Cappuccini, nonché il sentiero delle Ripe.
Nella chiesa di Sant’Andrea, in un raffinato reliquiario in argento, è esposta la sua costola.
Sparsi per le vie cittadine, una serie di murales illustrano episodi significativi della sua breve ma
straordinaria esistenza; si incontrano inoltre edicole votive e tre maestosi monumenti.

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